Per la prima volta si sono ritrovati tutti insieme i rappresentanti dei 17 Gal della Sardegna assieme a quelli dei GalPa e dell’Anci Sardegna, compatti per chiedere soluzioni alla Regione. Questo pomeriggio all’assemblea pubblica promossa dall’Assogal erano presenti diversi consiglieri regionali tutti concordi nel considerare i Gal asse portante dell’economia isolana.
Riconoscimento dei GAL quali Agenzie di Sviluppo locali, riconoscimento della natura pubblicistica dei GAL a prescindere dall’emanazione di una legge in materia di Agenzie di sviluppo locali, istituzione di un fondo di rotazione regionale che garantisca ai GAL la necessaria liquidità, realizzazione di meccanismi di controgaranzia sulle fideiussioni e sui prestiti bancari. Sono queste le soluzioni ipotizzate dai Gal isolani e dal confronto emerso con la classe politica regionale per affrontare e superare l’attuale situazione che mette a rischio il lavoro dei gruppi di azione locale.
L’assessore dell’Agricoltura Gianfranco Satta impossibilitato a essere presente all’assemblea si è reso disponibile a un incontro con i vertici dell’Assogal per mercoledì. «Siamo molto felici di questa chiamata. L’aspettavamo da tempo, finalmente qualcosa si muove», spiega la presidente Maria Amisani.
La programmazione 2014-2022 si sta concludendo con i Gal che versano in una condizione finanziaria drammatica. Le difficoltà che stanno affrontando non solo mettono a dura prova la chiusura della programmazione in corso, ma rischiano di bloccare l’attuazione dei progetti futuri previsti nella pianificazione 2023-2027, con gravi conseguenze per lo sviluppo delle aree rurali dell’Isola. È utile ricordare che per il periodo 2014-2022 sono 1040 i progetti finanziati, con un indebitamento di 2.691.612,23 euro e una rendicontazione in attesa di definizione delle istruttorie pari a 2.571.905,08 euro.
Uno dei principali ostacoli è rappresentato dalla necessità per i Gal di ricorrere alle anticipazioni bancarie per avviare le attività. Tale pratica si sta rivelando insostenibile, soprattutto per i Gruppi con limitato accesso al credito. Le banche, infatti, richiedono garanzie fideiussorie che i Gal non sono in grado di fornire, a causa della loro natura giuridica e della mancanza di un patrimonio proprio. La stessa stipula delle polizze fideiussorie per l’ottenimento dell’anticipazione del 50%, nonostante le cifre siano molto più ridotte di quelle della prossima programmazione, è risultato particolarmente difficile, essendo poche le compagnie assicurative disposte a prestare copertura a favore dei Gal. L’attuale situazione sta generando un circolo vizioso: i Gal non possono accedere ai finanziamenti europei senza le anticipazioni bancarie, ma non possono ottenere le anticipazioni senza le garanzie richieste dalle banche. Di conseguenza, molti progetti di sviluppo locale rischiano di rimanere bloccati, con gravi ripercussioni per le comunità locali.
I ritardi nell’attuazione dei progetti potrebbero portare alla perdita dei fondi europei, privando le comunità rurali di importanti risorse per lo sviluppo e di strutture tecniche dotate di capacità professionali difficilmente reperibili nel mercato del lavoro. Inoltre la mancata attuazione dei progetti aggraverebbe certamente il fenomeno dello spopolamento delle aree interne, che già soffrono di carenza di servizi e opportunità economiche.
Oltre alla presidente dell’Assogal Maria Amisani, sono intervenuti il direttore del Gal Marmilla, in rappresentanza di tutti i direttori dei 17 dei Gal, Maurizio Manias, il presidente del GalPa del Nord Sardegna Benedetto Sechi, il presidente del GalPa Pesca e Sole Luciano Piras e Salvatore Masia in rappresentanza dell’Anci.